2. Avvocati
Tutti gli appassionati di legal thriller amano gli statunitensi John Grisham e Scott Turow, due tra i più noti avvocati-scrittori, dai cui romanzi, per la maggior parte acclamati best seller e premiati con prestigiosi riconoscimenti, sono stati tratti film di grande successo.
John Ray Grisham Jr. (nato nel 1955 in Arkansas) è lo scrittore dei record: ha scritto 42 romanzi tradotti in 42 lingue, di cui si stima siano state vendute oltre 300 milioni di copie nel mondo. Laureato alla Mississippi State University, ha esordito come scrittore nel 1989 con A Time to Kill (Il momento di uccidere, edito in Italia da Mondadori), che ha venduto oltre due milioni di copie in prima edizione ‒ primato condiviso solo con i “colleghi” Tom Clancy, autore di romanzi di spionaggio, e J.K. Rowling, l’autrice di Henry Potter ‒ e dal quale nel 1996 è stato tratto l’omonimo film diretto da Joel Schumacher. Tra gli altri suoi romanzi “prestati” al cinema, The Chamber, The Client, A Painted House, The Pelican Brief, The Rainmaker, The Runaway Jury, Skipping Christmas. Il suo ultimo lavoro, A Time for Mercy (Il tempo della clemenza, Mondadori), del 2020, è il sequel di A Time to Kill e riprende le vicende del protagonista Jake Brigance, avvocato di una piccola città del Mississippi che rappresenta un minore accusato di omicidio.
Scott Frederick Turow (Chicago ,1949) ha pubblicato undici libri di narrativa e tre di saggistica, tradotti in più di 40 lingue, che hanno venduto più di 30 milioni di copie. Laureato in legge nel 1970 in Massachusetts, vincitore di una borsa di studio al Creative Writing Center della Stanford University, in California, fu ammesso nel 1975 alla prestigiosa Harvard Law School, dove si laureò con lode nel 1978. Oggi è partner dello studio legale internazionale Dentons e svolge in massima parte lavoro pro bono, cioè assiste clienti a titolo gratuito. Celeberrimi i suoi romanzi Presumed Innocent (da cui il film di Alan Pakula con Harrison Ford del 1990), The Burden of Proof, Pleading Guilty, Personal Injuries.
E in Italia? Nel nostro paese numerosi sono gli avvocati che si cimentano con la letteratura.
Michele Navarra (Roma, 1968), penalista dal 1992, ha seguito alcune delle vicende giudiziarie più importanti della storia italiana, dalla strage di Ustica alla banda della Uno bianca. Il suo ultimo romanzo, Nella tana del serpente (2021, Fazi editore), è ambientato in uno dei quartieri più tristemente noti della capitale, Corviale. Tutti i suoi romanzi raccontano le storie dell’avvocato Alessandro Gordiani: Per non aver commesso il fatto (Giuffrè, 2010), Una questione di principio (Giuffrè, 2013), Solo la verità (Novecento, 2015), L’ultima occasione (Novecento, 2017), A Dio piacendo (Novecento, 2018), Solo Dio è innocente (Fazi, 2020).
Gian Ettore Gassani, noto per le sue numerose apparizioni tv, è cassazionista, penalista della famiglia, esperto in delitti intrafamiliari e presidente dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. I protagonisti dei suoi quattro libri di narrativa forense sono appunto avvocati matrimonialisti: I perplessi sposi. Indagine sul mondo dei matrimoni che finiscono in tribunale (Aliberti, 2011), C’eravamo tanto armati. Storie di ordinarie violenze e di diritti negati (Diarkos, 2020), La guerra dei Rossi. Racconti di famiglie e di violenze prima e durante il Covid-19 (Diarkos, 2020), Vi dichiaro divorziati. Storie di cuori spezzati (Diarkos, 2020). Gassani è anche autore di libri tecnici e giuridici. Al padre Dino ‒ assassinato dalla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo nel 1981 nel suo studio di Salerno, a soli 51 anni, insieme al segretario Pino Grimaldi ‒ ha dedicato Dietro un uomo, storia di un penalista (Boccia, 1987), scritto all’età di 24 anni.
Marco Bellotto (Padova, 1965), ex giocatore di rugby, si è laureato in giurisprudenza nel 1991 a Bologna e vinto un dottorato di diritto penale a Parma. Dal 1993 fino al maggio 2000, quando l’ha abbandonata, ha esercitato l’attività di avvocato penalista: in seguito ha soggiornato per alcuni mesi in Ghana, presso una missione dei padri comboniani, e svolto vari lavori prima di essere assunto in un’azienda che svolge consulenze per enti pubblici e imprese. Nel giugno 2003 ha pubblicato il suo primo romanzo, Il diritto di non rispondere (Sironi editore, finalista Premio Calvino 2002), seguito da Gli imitatori (Marsilio, 2008) e da un libro di Filastrocche illustrato da Walter Bernardi (Danilo Zanetti editore, 2019).
Gianluca Arrighi (Roma, 1972), penalista, si è laureato in giurisprudenza nel 2002. Considerato tra i migliori giallisti italiani, ha esordito come scrittore con Crimina romana (Gaffi) nel 2009, un saggio narrativo che raccoglie vari casi giudiziari di cui si è occupato. Il suo primo romanzo poliziesco è del 2012, Vincolo di sangue (Dalai), e racconta un fatto di cronaca realmente accaduto. Ne L’inganno della memoria (Anordest, 2014, legal thriller più venduto dell’anno) appare per la prima volta il personaggio di Elia Preziosi, pubblico ministero della capitale, che torna protagonista in Il confine dell’ombra (Cento Autori, 2017) e A un passo dalla follia (Cento Autori, 2019). Nel 2018 è uscito il romanzo Oltre ogni verità (Cento Autori), di cui invece è protagonista il capitano dei Carabinieri Jader Leoni, chiamato a indagare sulla morte misteriosa di uno studioso dell’Islam.
Francesco Maino (Motta di Livenza, 1972) è stato coautore, con Daniele Marcassa, nel 2011, del progetto Perdipiave, viaggio sentimentale lungo il fiume Piave, una risalita a piedi da Venezia al Cadore. Ha esordito nel 2014 con il romanzo Cartongesso (Einaudi), che aveva vinto il Premio Calvino per l’inedito nel 2013. Nel 2015 il racconto Forme della mia rabbia è stato incluso nell’antologia Il racconto onesto, a cura di Goffredo Fofi (Contrasto). Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di prose Ratatuja. Parole alla prova (Ronzani), illustrato con cinque inchiostri di Franco Zabagli.




